opere d'arte
«Benedizioni» è il titolo dell’opera, e il suo concetto deriva dall’idea ampia
e inclusiva dei valori del dono e della generosità, intesi come
sostentamento — il cui plurale è Arzaq. È stata scelta un’antica brocca
utilizzata per le abluzioni in una delle vecchie moschee come elemento
centrale. La scelta mira a evidenziare il fattore tempo e il valore morale che
sottolinea la radicata tradizione del dare e della generosità.
Chiodi antichi e moderni, di diversi colori e dimensioni, sono stati
selezionati per rappresentare il passare del tempo, nonché la diversità del
sostentamento tra le persone e la varietà dei doni.
L’universo è in un movimento permanente, continuo e armonioso, e questo
movimento si incarna nel suo spettro nell’essere umano. L’anima umana è
costantemente in pensiero e in movimento, traendo la propria cultura
dalle arti e dalle scienze, dall’autenticità del passato e dall’ambizione del
futuro. Tutto ciò si raccoglie come una scala che innalza l’anima
dell’umanità.
Il dipinto cerca di interpretare uno stato sospeso tra dolore, forza di
volontà, paura, capacità e impossibile, in una scena astratta. Raffigura un
martello che ruota attorno a sé stesso, estraendo ciò che lo disturba
autonomamente, senza arrendersi all’impossibilità.
Questa è la mia visione della creazione dell’essere umano: esseri creati da
Dio come ambiziosi, dotati della capacità di risolvere problemi e in
possesso di tutte le competenze, emozioni e forza di volontà necessarie
per l’apprendimento, lo sviluppo e l’autoguarigione.
Tra i rapidi progressi e i successi dei tempi moderni, la città è diventata un
riflesso dello stato dell’umanità nel suo insieme. Ispirata dalla serenità di
Diriyah e dalla calorosa accoglienza delle sue fattorie, Maisa Shaldan crea
un’esperienza interattiva e multisensoriale con fibra di palma, invitando gli
spettatori a immergersi in un bozzolo e a considerare il nascondersi nella
terra come mezzo per ritornare al proprio sé umano.
«Limitless Museum» tenta di ricreare il momento in cui l’uomo ha iniziato
ad adattarsi alla Terra, tracciando la sua coesistenza e il suo sviluppo
permanente e continuo, per narrare una storia umana in cui il materiale
estratto dalla terra svolge un ruolo significativo. Contrariamente alla
credenza comune, Shaldan esplora il potenziale della fibra di palma e la
presenta smontata, assemblata e intrecciata in una molteplicità visiva,
come inizio di un percorso volto a rivelare questa sostanza terrena.
Quest’opera è stata ispirata dalle fattorie di Diriyah e dalla nascita di
Intermix 2024.
Texture di carta o texture di metallo. Nella mia memoria risiedono
immagini, parole, situazioni ed eventi… e anche storie delicate. È come la
carta nella sua fragilità e come il metallo nella sua forza d’impatto. A volte
brilla, altre volte scompare, e non resta che un sussurro di parole e un
segno tracciato con un filo rosso.
I nostri ricordi sono intrecciati e tessuti con momenti belli pieni di amore e
sicurezza, e con il tempo trascorso insieme. La nostra identità cresce
attraverso le storie che abbiamo vissuto e ricordato, rimanendo nella
memoria come segni o simboli. Ad esempio, il colore rosso è associato
nella memoria all’amore e al desiderio tra gli innamorati.
Ma con i nostri insegnanti — in particolare mia nonna, insegnante di cucito
— il rosso era legato alla distinzione tra giusto e sbagliato. Il rosso è il
colore dell’attenzione, della cautela e dell’errore.
Quest’opera esplora l’evoluzione della lettera come portatrice di
conoscenza, memoria e significato sacro nel tempo. È realizzata su un
antico pezzo di legno che porta tracce d’uso e di storia accumulata,
fungendo da testimone tangibile dei cambiamenti delle civiltà e delle
lingue.
Più che documentare la storia, La stirpe delle lettere riflette sul viaggio
della parola scritta e su come la lettera — nonostante i cambiamenti di
forma e di lingua — rimanga un ponte tra l’umanità, la conoscenza e la fede.
Dobbiamo aprire una pagina bianca con nuovi sentimenti per avere
relazioni umane felici?
Affinché una persona raggiunga uno stadio di nobiltà, accettazione e
perdono, deve accettare i propri sentimenti così come sono. Non è
necessario attribuire loro un’idea di purezza, perfezione o candore. I nostri
sentimenti, con tutta la profondità che racchiudono, sono ciò che ci
distingue e modellano la nostra umanità e la nostra identità.
Lei è comandata riflette sul momento in cui l’umanità ha iniziato ad
adattarsi alla terra, tracciando il suo percorso di coesistenza e sviluppo. La
natura e i materiali estratti dalla terra sono sempre stati essenziali per la
vita umana. Tuttavia, l’uomo non li ha lasciati invariati, ma li ha impregnati
degli echi delle proprie emozioni interiori. Da questa interazione tra essere
umano e natura è nata la lettera, narrando una storia che immortala le
esperienze e lascia un impatto duraturo alle generazioni future.
Nel cuore di questa profonda eredità di memoria e narrazione, l’artista è
affascinata dalle tracce lasciate. Esplora il potenziale dei materiali
circostanti — li raccoglie, li decostruisce e li rimodella — per svelare
l’essenza di Medina. Questo viaggio le ha permesso di decodificare la
cultura della città, che l’ha profondamente influenzata.
Bidimensionale — 37
Attraverso la sua scultura in carta, ridà vita a queste storie utilizzando
scrittura cuneiforme e pittografica accanto alle lettere arabe, rendendo
omaggio a una storia ricca, a un’eredità profonda e a un’identità millenaria.
L’opera interpreta le dualità tra il creato e il celato, il presente e l’assente, il
passato e il futuro, collegando mondi distinti che esprimono la nostra
continua esperienza umana radicata nella terra e nella sua natura.